L’olio d’oliva è un alimento ricco di grassi che può rimanere a contatto diretto con il contenitore per molti mesi. Per questo motivo, la scelta della bottiglia non è soltanto una questione estetica. È importante per proteggere l’olio dalla luce e dall’ossigeno, ma anche per limitare la migrazione di sostanze chimiche dall’imballaggio agli alimenti.
Una delle sostanze più discusse è il bisfenolo A — BPA.
Che cos’è il bisfenolo A?
Il BPA è un composto chimico utilizzato soprattutto nella produzione di plastiche rigide in policarbonato e di resine epossidiche. Questi materiali sono stati impiegati, tra l’altro, nei rivestimenti di lattine, serbatoi e alcuni imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.
Il bisfenolo A può migrare in piccole quantità dal materiale di imballaggio agli alimenti o alle bevande. Questo processo è chiamato migrazione e può essere favorito da:
- lunghi tempi di conservazione,
- temperature elevate,
- esposizione alla luce solare,
- usura o danneggiamento del contenitore,
- contatto con alimenti ricchi di grassi.
In uno studio, gli oli d’oliva conservati in contenitori di plastica contenevano in media più BPA rispetto agli oli conservati in imballaggi non plastici. Concentrazioni più elevate sono state osservate anche dopo periodi di conservazione superiori a un anno. Gli autori sottolinearono tuttavia che l’esposizione stimata restava al di sotto del limite di sicurezza allora vigente. Da allora, però, i limiti europei sono stati ridotti in modo molto significativo.
Importante: non tutte le bottiglie di plastica contengono BPA
Le comuni bottiglie monouso in PET non vengono normalmente prodotte con bisfenolo A. Il BPA è associato soprattutto ai policarbonati e alle resine epossidiche.
Questo non significa però che ogni plastica sia completamente inerte. A seconda del tipo di polimero, degli additivi, del tappo, del rivestimento, della temperatura e del tempo di conservazione, diverse sostanze possono migrare negli alimenti grassi. Gli studi sull’olio d’oliva conservato in PET indicano inoltre che temperature elevate e lunghi periodi di stoccaggio possono influire sia sulla migrazione dal contenitore sia sul deterioramento delle proprietà chimiche e sensoriali dell’olio.
La parola “plastica” comprende materiali molto diversi. Tuttavia, per un prodotto premium conservato per molti mesi, il principio di precauzione favorisce la scelta del vetro scuro o di un’apposita lattina metallica destinata all’olio d’oliva.
Come può il BPA influire sul corpo umano?
Il bisfenolo A è definito una sostanza che interferisce con il sistema endocrino. Può imitare l’azione degli ormoni, legarsi ai recettori ormonali e disturbare i segnali naturali coinvolti nello sviluppo, nel metabolismo e nella riproduzione.
L’Agenzia europea per le sostanze chimiche classifica il BPA come tossico per la riproduzione e lo identifica come interferente endocrino per l’uomo.
1. Il sistema ormonale
Gli ormoni regolano, tra le altre cose:
- la pubertà,
- la fertilità,
- la funzione tiroidea,
- il metabolismo,
- lo sviluppo del cervello,
- le risposte immunitarie.
Una sostanza ormonalmente attiva può avere effetti anche a basse concentrazioni, soprattutto quando l’esposizione avviene durante fasi critiche dello sviluppo, come la gravidanza, la vita fetale e la prima infanzia. Alcuni effetti possono manifestarsi soltanto molti anni dopo.
2. Il sistema immunitario
Nella rivalutazione del 2023, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha indicato il sistema immunitario come il più sensibile agli effetti del BPA. L’EFSA ha stabilito una dose giornaliera tollerabile di appena 0,2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno — 20.000 volte inferiore al precedente valore temporaneo.
L’EFSA ha inoltre concluso che l’esposizione alimentare stimata rappresenta una preoccupazione per la salute in tutte le fasce d’età.
3. Fertilità femminile e maschile
Le ricerche indicano possibili associazioni tra l’esposizione al BPA e alterazioni della funzione ovarica, della riserva ovarica, dello sviluppo follicolare e della risposta ormonale. Le prove epidemiologiche non sono ugualmente solide per tutte le condizioni e non sempre dimostrano un rapporto causale diretto.
Negli uomini, una meta-analisi di studi epidemiologici ha rilevato un’associazione tra una maggiore esposizione al BPA, una minore concentrazione e conta totale degli spermatozoi e cambiamenti nei livelli degli ormoni sessuali. Gli autori hanno comunque sottolineato i limiti delle prove disponibili.
4. Sviluppo cerebrale e comportamento dei bambini
Studi osservazionali hanno associato l’esposizione prenatale al BPA a cambiamenti nel comportamento, nell’autocontrollo, nell’attenzione e in alcuni aspetti dello sviluppo neurologico dei bambini. I risultati non sono sempre coerenti e possono dipendere dal sesso del bambino, dal momento dell’esposizione e dal metodo di misurazione. Tuttavia, giustificano una particolare cautela durante la gravidanza.
5. Metabolismo
Studi tossicologici ed epidemiologici indicano anche una possibile relazione tra BPA e alterazioni del metabolismo del glucosio e dei grassi, del peso corporeo e del rischio di malattie metaboliche. Negli studi osservazionali, tuttavia, un’associazione statistica non dimostra necessariamente che il BPA sia stato la causa diretta della malattia.
Chi è più a rischio?
Donne in gravidanza e feto in sviluppo
È il gruppo più sensibile, perché il sistema ormonale guida lo sviluppo degli organi, del cervello, dell’apparato riproduttivo e del sistema immunitario. Anche una breve esposizione durante una fase critica può avere maggiore importanza rispetto a un’esposizione simile in un adulto.
Neonati e bambini piccoli
I bambini hanno un peso corporeo inferiore, organi in rapido sviluppo e meccanismi ancora immaturi per metabolizzare alcune sostanze. La stessa quantità assoluta di una sostanza chimica può quindi rappresentare una dose maggiore per chilogrammo di peso corporeo.
Persone che stanno pianificando una gravidanza
Questo riguarda sia le donne sia gli uomini. Le ricerche disponibili indicano che il BPA può influenzare gli ormoni riproduttivi, gli ovociti, la funzione ovarica, la qualità del liquido seminale e lo sviluppo iniziale dell’embrione.
Persone esposte regolarmente da più fonti
Il BPA può provenire non solo dagli imballaggi alimentari, ma anche dagli scontrini termici, dai rivestimenti delle lattine, dalle plastiche in policarbonato e da altri prodotti di uso quotidiano. Conta quindi l’esposizione complessiva proveniente da molte fonti.
L’Europa ha detto “no” al BPA
Nel dicembre 2024, la Commissione europea ha adottato il divieto del BPA nei materiali destinati al contatto con gli alimenti. Le norme comprendono, tra l’altro, alcune plastiche, i rivestimenti delle lattine, le bottiglie riutilizzabili e le attrezzature a contatto con gli alimenti. Per la maggior parte dei prodotti sono previsti periodi transitori.
Il divieto riguarda anche altri bisfenoli pericolosi, per evitare che il BPA venga sostituito automaticamente da una sostanza con simili proprietà di interferenza endocrina o tossicità riproduttiva.
Perché l’olio d’oliva merita il vetro?
Un buon olio extra vergine d’oliva è sensibile alla luce, all’ossigeno e alle alte temperature. Una bottiglia di vetro scuro:
- riduce l’esposizione dell’olio alla luce,
- non richiede plastificanti,
- è chimicamente stabile,
- non assorbe odori,
- valorizza meglio il carattere di un prodotto premium,
- può essere riutilizzata o riciclata.
Il vetro non risolve ogni problema — l’olio deve comunque essere conservato in un luogo fresco e buio — ma è una scelta ragionevole sia per proteggere il prodotto sia per ridurre il contatto degli alimenti con la plastica.
Conclusione
Non tutte le bottiglie di plastica contengono BPA e l’olio venduto in plastica non è automaticamente pericoloso. Non bisogna spaventare i consumatori né semplificare eccessivamente la scienza.
Allo stesso tempo, il BPA è ufficialmente riconosciuto in Europa come interferente endocrino e sostanza tossica per la riproduzione. La più recente valutazione dell’EFSA indica che l’attuale esposizione alimentare può rappresentare una preoccupazione sanitaria per tutte le fasce d’età, con una particolare necessità di protezione per le donne in gravidanza, i bambini e le persone che stanno pianificando una famiglia.
Per un olio premium che rimane nel contenitore per molti mesi, il vetro scuro è una scelta responsabile, sicura e coerente con il carattere del prodotto.
Un buon olio deve essere protetto non solo dalla luce e dall’ossigeno. Deve anche essere conservato in un contenitore di cui possiamo fidarci.