Una cena sarda che continua fino a tardi
In Sardegna la cena non è una corsa. Comincia quando il caldo si attenua, la tavola si sposta all’aperto e il cibo diventa parte della conversazione, della famiglia e del tempo condiviso.
Il piatto: culurgiones d’Ogliastra
I culurgiones sono uno dei piatti più riconoscibili della Sardegna: pasta fatta a mano ripiena di patate, pecorino, menta, aglio e olio extravergine. La chiusura intrecciata ricorda una spiga di grano e trasforma ogni pezzo in un piccolo lavoro artigianale.

Preparare il ripieno
Lessate le patate fino a renderle morbide, scolatele bene e schiacciatele ancora calde. Aggiungete pecorino grattugiato finemente, menta fresca tritata e poco olio extravergine profumato all’aglio. Il ripieno deve essere cremoso ma abbastanza compatto da mantenere la forma. Lasciatelo raffreddare prima di formare la pasta.
L’impasto e la chiusura
Impastate semola, acqua e un pizzico di sale fino a ottenere una massa liscia ed elastica. Lasciatela riposare, stendetela sottile e ricavate dei dischi. Mettete poco ripieno al centro, poi pizzicate e ripiegate i bordi alternandoli fino a creare una cucitura a forma di spiga. È la parte più difficile, ma anche quella che dà identità al piatto.
Cottura e servizio
Cuocete i culurgiones in acqua salata finché salgono a galla, poi proseguite brevemente fino a quando la pasta è tenera. Serviteli con un semplice sugo di pomodoro, basilico, pecorino grattugiato e un filo finale di olio extravergine sardo. Il sugo deve accompagnare il ripieno, non coprirlo.
Il carattere dell’intera cena
Una cena sarda si sviluppa lentamente. Prima del piatto principale possono arrivare pane carasau, olive, pomodori, verdure, pecorino e vino locale. Le portate arrivano a momenti, la conversazione continua tra un piatto e l’altro e nessuno sparecchia appena finito di mangiare. La serata può chiudersi con frutta, caffè e un piccolo bicchiere di mirto.
Cosa porta alla salute questo modo di mangiare?
Il valore non deriva da un singolo ingrediente “miracoloso”. Nasce dall’insieme: verdure, erbe, pomodori, patate, cereali, olio d’oliva, quantità moderate di formaggio e poca dipendenza da alimenti altamente trasformati. L’olio extravergine apporta soprattutto grassi insaturi, mentre verdure ed erbe offrono fibre e composti vegetali.
Conta anche il modo di mangiare: più lento e sociale. Un pasto lungo lascia al corpo il tempo di riconoscere la sazietà, crea pause naturali tra i bocconi e trasforma la cena da semplice assunzione di calorie a momento di relazione e riposo.
A tavola
Il Vermentino accompagna bene una cena leggera e fresca. Il Cannonau si abbina al pecorino stagionato, ai salumi o a un secondo di carne. Il vino accompagna la serata; non la mette fretta.